Il DEF 2015 e le politiche infrastrutturali in Italia

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L’Italia ha attraversato negli ultimi anni una fase economica tra le più critiche della sua storia recente, che ha colpito pesantemente famiglie e imprese. Provenendo da un lungo periodo di “crescita zero” (dal 1990 al 2013 il tasso medio annuo di crescita del PIL è stato per l’Italia dello 0,7%, circa metà di quello di Francia e Germania e circa un terzo quello di Spagna e Regno Unito), la crisi, lunga e profonda, ha determinato una forte caduta del potere d’acquisto delle famiglie (calato più del 10% dal 2008 al 2014 - fonte Istat), eroso da livelli di disoccupazione crescenti (a febbraio 2015 3.240.000 disoccupati, tasso di disoccupazione al 12,7%, quella giovanile - un vero dramma sociale - al 42,6%; inoltre, nel 2012, 2.862.300 lavoratori irregolari, pari al 12,1% delle unità di lavoro - fonte Istat) e da una pressione fiscale ormai opprimente (43,5% nel 2014 - fonte Istat).

La caduta dei consumi ha contribuito a bloccare la produzione industriale, costantemente su variazioni negative, alla quale non è bastato lo stimolo della domanda estera. Le imprese sono state stritolate tra una domanda che non c’era e costi crescenti, pagando un prezzo altissimo in termini di produttività e competitività, indicatori in diminuzione anche a causa di deficit strutturali che il Paese continua a scontare: costi dell’energia più alti della media europea del 40/50%; una macchina amministrativa e burocratica troppo pesante; una legislazione complessa sulla quale stenta un efficace percorso di semplificazione; mercati nei quali concorrenza e merito, insieme all’equità sociale, non sono ancora presenti come dovrebbero; una giustizia civile lenta e senza certezze; un mercato del lavoro fino a poco fa troppo rigido e inadeguato a supportare il rilancio dell’occupazione ai primi segnali di ripresa; un federalismo fonte di costi, lentezze e disomogeneità invece che di efficienza; un’evasione che, insieme ai fenomeni della contraffazione e dell’abusivismo, rappresenta una piaga che crea concorrenza sleale; un Mezzogiorno che deve essere recuperato sul piano economico e sociale per uno sviluppo più equilibrato del Paese.

Il quadro economico mostra da qualche mese indicatori migliori, grazie soprattutto ad un contesto internazionale fortemente mutato rispetto al passato: il basso prezzo del petrolio, il nuovo tasso di cambio dell’euro e il Quantitative Easing lanciato dalla Banca Centrale Europea aprono spiragli positivi che bisogna sfruttare al meglio, anche attraverso la realizzazione di un programma di grandi riforme che contribuisca a dare fiducia nel futuro, prospettando quella politica di cambiamento di cui si sente una forte necessità.

Il DEF 2015

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Di Luciana Marino e Michele Gerace

Per il periodo 2014-2019, il quadro macroeconomico italiano presentato nel DEF 2015 riflette i primi segnali di graduale ripresa dell’economia, nonostante gli elementi d’incertezza che ancora caratterizzano le prospettive di crescita globali.

DEF 2015 e prospettive di riforma del sistema fiscale

Scritto da Luciana Marino on . Postato in Articoli

Lo scorso 11 aprile 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF 2015. Come è noto, il DEF costituisce il principale documento di programmazione della politica economica e di bilancio. Il provvedimento traccia, in una prospettiva di medio-lungo termine, gli impegni sul piano del consolidamento delle finanze pubbliche e gli indirizzi sul versante delle diverse politiche pubbliche adottati dall’Italia per il rispetto del Patto di stabilità e crescita europeo e il conseguimento degli obiettivi di crescita definiti nella Strategia "Europa 2020".

Convegno "Armi di Pace"

Scritto da Oseco on . Postato in Articoli

 “I fabbricanti di armi sono fabbricanti di morte”. Così ha tuonato di recente Papa Francesco. Non è un pacifismo ideologico e ingenuo quello della cultura cristiana. è promozione dell’uomo, è difesa evangelica della giustizia, è lotta alla discriminazione economica e sociale e riconoscimento del progresso umano attraverso le attività d’impresa.

La Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Programma di lavoro della Commissione per il 2015. Un nuovo inizio" (COM (2014) 910 definitivo)

Scritto da Luciana Marino on . Postato in Articoli

Il 16 dicembre 2014 la neoeletta Commissione europea ha presentato il suo primo Programma di lavoronel quale illustra le misure e le iniziative che intende adottare nel corso del 2015.

Il programma di lavoro della Commissione Juncker

Scritto da Francesco Peca on . Postato in Articoli

Il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 è stato elaborato dalla nuova Commissione europea, sulla base delle 10 priorità degli orientamenti politici espressi dal presidente Juncker al Parlamento europeo il 15 luglio 2014, giorno della sua elezione alla Presidenza della Commissione. Esso rispecchia la maggiore caratterizzazione politica della nuova compagine della Commissione rispetto al passato, essendo presieduta da una figura di prim’ordine politico e avendo espresso un ruolo preponderante il Parlamento europeo nel stabilire un rapporto di fiducia politica con la nuova Commissione europea.

Commission Work Programme 2015

Scritto da Oseco on . Postato in Articoli

Commission Work Programme 2015.A New Start  - COM(2014) 910 final
This Commission was voted into office with a commitment to make a difference: to do different things and to do things differently.

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