Turismo, l'effetto delle tasse

Scritto da Oseco on . Postato in Articoli

Le regole di contabilità pubblica del nostro paese non consentono di considerare, come copertura finanziaria di un provvedimento, l’effetto Laffer, ossia l’aumento del gettito conseguente alla crescita dell’attività economica. E' forse il tempo però di rivedere queste impostazioni.

IMU, IVA, tassa di stazionamento dei natanti stanno dimostrando qualcosa di diverso: l'effetto di distorsione delle scelte rischia di deprimere il gettito fiscale più di quanto si stimi il gettito aggiuntivo di nuove o maggiori imposte. Nel 2012, con l’Imu, è stata reintrodotta l’imposta patrimoniale sulla prima casa di abitazione ed è stato aggravato il suo peso sulle altre tipologie di immobili, residenziali e non. In parallelo, nel corso del 2012 il numero delle compravendite di abitazioni si è ridotto del 25 per cento rispetto all’anno precedente, attestandosi a poco meno di 450mila unità: è un valore al di sotto di quello che era stato l’andamento medio del mercato tra il 1985 e il 1996. Ma è nel settore turistico che i maggiori balzelli si sono rivelati disastrosi. La imposta di possesso sulle unità da diporto si è rivelata in particolare un vero boomerang. In primo luogo, il gettito effettivo della tassa è stato di appena 24 milioni, a fronte di una stima iniziale di 155 milioni di euro.

Eppure l'autorevolissimo Servizio bilancio del Senato aveva messo in guardia da un possibile effetto di sovrastima del gettito. Ma sopratutto, si è determinato un danno economico per il settore stimabile in un miliardo legato all'inevitabile «effetto annuncio» sui proprietari di barche che ha determinato una fuga verso i porti della Corsica, Monaco, Croazia, Grecia, Turchia, Spagna e Slovenia.

La conseguenza è ovviamente la perdita di una quota di domanda di servizi connessi al settore che di fatto riduce il suo contributo alla fiscalità generale (personale, servizi di bordo o di terra, shopping, servizi di manutenzione. Secondo una ricerca della Fondazione Censis relativamente al 2009 il settore legato alle imbarcazioni da diporto genera un valore della produzione vicino ai 3,4 miliardi di euro. Alcuni studi presentati dopo l'introduzione della tassa hanno stimato in circa 2 miliardi di euro di contrazione del settore della nautica da diporto e dell'economia del mare. Anche sul versante IVA possiamo stimare quali potrebbero essere gli effetti macroeconomici di un intervento a favore del settore turistico basato su una politica fiscale “di vantaggio” per le attività che operano nel comparto. In particolare, una riduzione dell’aliquota IVA sui servizi turistici determinerebbe una riduzione del prezzo finale per i consumatori, un aumento del ricavo unitario per gli operatori e conseguentemente un aumento dell’attività turistica indotto sia da una crescita della domanda di turismo (in termini di maggiori presenze e di maggiore spesa) sia dai maggiori investimenti che potranno essere effettuati dal settore. Questi effetti diretti della manovra generano a loro volta, a cascata, impatti macroeconomici sui livelli di occupazione e di valore aggiunto dell’intero sistema economico-produttivo nazionale.

Il beneficio sull’intero sistema turistico nazionale si tradurrebbe in un incremento del dei consumi turistici. Tale risultato tiene conto del fatto che l’aumento delle presenze turistiche dovuto alla riduzione dell’aliquota IVA non favorisce solamente un aumento della spesa nel ristretto comparto della ricettività e dei pubblici esercizi, il settore direttamente coinvolto dalla simulazione, ma determina anche un aumento della domanda di altri beni di consumo. Infatti, assumendo che il servizio turistico sia composto da un paniere di beni e servizi fra loro strettamente complementari, l’aumento delle presenze turistiche determina un uguale aumento percentuale della spesa in ogni bene del paniere. Un altro aspetto da considerare riguarda l’effetto iniziale della politica fiscale sugli investimenti.

Anche in questo caso il punto di partenza è rappresentato dal fatto che la riduzione dell’IVA determina un aumento delle presenze turistiche e un conseguente aumento dei ricavi e dei profitti delle imprese del settore. Questo contesto legittima l’ipotesi generale che anche gli investimenti del settore possono aumentare a seguito della politica fiscale. Come conseguenza di ciò, le stime effettuate indicano che gli investimenti operati dagli imprenditori turistici aumenterebbero.

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