Le raccomandazione per l'Italia dalla Commissione europea sul programma nazionale di riforma 2014 dell'Italia.

Scritto da Luciana Marino on . Postato in Articoli

La Commissione europea ha adottato la raccomandazione di raccomandazioni di politica economica al Consiglio rivolte ai singoli Stati membri per consolidare la ripresa iniziata l'anno scorso. Le raccomandazioni si basano sull'analisi dettagliata della situazione di ciascun paese e forniscono orientamenti su come rilanciare la crescita, aumentare la competitività e creare posti di lavoro nel 2014-2015.

Quest'anno sono state rivolte raccomandazioni a 26 paesi (tranne Grecia e Cipro, che stanno attuando programmi di aggiustamento economico), da cui risulta che i progressi compiuti dal 2013 hanno dato risultati positivi.
Il documento ha evidenziato quest'anno i presupposti per la creazione di un contesto più favorevole alla crescita sostenibile e all'occupazione in un'economia post-crisi. Nel contesto di queste decisioni periodiche (siamo alla quarta edizione del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche) la Commissione ha adottato altresì una serie di decisioni relative alle finanze pubbliche degli Stati membri, che rappresentano complessivamente un'ambiziosa serie di riforme dell'economia dell'UE.
Secondo l'analisi della Commissione, il notevole impegno in termini di politiche profuso a tutti i livelli da qualche anno a questa parte ha notevolmente consolidato le basi dell'economia dell'Unione. Nel 2014-2015, tuttavia, la crescita rimarrà fragile e disomogenea, per cui bisogna mantenere lo slancio delle riforme. Il potenziale di crescita a lungo termine dell'UE è ancora relativamente modesto: gli elevati livelli di disoccupazione e la difficile situazione sociale miglioreranno lentamente e ci vorrà tempo per colmare l'enorme fabbisogno di investimenti.
Per quanto concerne l'Italia, la Commissione raccomanda l'adozione di provvedimenti nel periodo 2014-2015 finalizzate ad 8 obiettivi. Di seguito esaminati
Il primo punto è il rafforzamento delle misure di bilancio per il 2014 alla luce dell'emergere di uno scarto rispetto ai requisiti del patto di stabilità e crescita, in particolare alla regola della riduzione del debito, stando alle previsioni di primavera 2014 della Commissione. Si chiede che l'Italia nel 2015, operi un sostanziale rafforzamento della strategia di bilancio al fine di garantire il rispetto del requisito di riduzione del debito, per poi assicurare un percorso sufficientemente adeguato di riduzione del debito pubblico. Altra richiesta è il completamento del piano di privatizzazioni e il miglioramento duraturo dell'efficienza e della qualità della spesa pubblica a tutti i livelli di governo, preservando la spesa atta a promuovere la crescita, ossia la spesa in ricerca e sviluppo, innovazione, istruzione e progetti di infrastrutture essenziali.
Il secondo punto attiene al trasferimento del carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all'ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio. A tal fine, viene chiesto di valutare l'efficacia della recente riduzione del cuneo fiscale assicurandone il finanziamento per il 2015, riesaminare la portata delle agevolazioni fiscali dirette e allargare la base imponibile, soprattutto sui consumi; vagliare l'adeguamento delle accise sul diesel a quelle sulla benzina e la loro indicizzazione legata all'inflazione, eliminando le sovvenzioni dannose per l'ambiente. Lo strumento prescelto è la legge delega di riforma fiscale da attuare entro marzo 2015, in particolare approvando i decreti che riformano il sistema catastale onde garantire l'efficacia della riforma sulla tassazione dei beni immobili.
Il punto 3 riguarda il potenziamento degli sforzi intesi a far progredire l'efficienza della pubblica amministrazione, per cui occorre precisare le competenze a tutti i livelli di governo e garantire una migliore gestione dei fondi dell'UE con un'azione risoluta di miglioramento della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno. Viene inoltre richiesto di potenziare ulteriormente l'efficacia delle misure anticorruzione, in particolare rivedendo l'istituto della prescrizione entro la fine del 2014 e rafforzando i poteri dell'autorità nazionale anticorruzione oltre che monitorando tempestivamente gli effetti delle riforme adottate per aumentare l'efficienza della giustizia civile, con l'obiettivo di garantirne l'efficacia, e attuare interventi complementari, ove necessari.
Punto 4 è il rafforzamento della resilienza del settore bancario, garantendone la capacità di gestire e liquidare le attività deteriorate per rinvigorire l'erogazione di prestiti all'economia reale. Si chiede di promuovere l'accesso delle imprese, soprattutto di quelle di piccole e medie dimensioni, ai finanziamenti non bancari e di continuare a promuovere e monitorare pratiche efficienti di governo societario in tutto il settore bancario, con particolare attenzione alle grandi banche cooperative (banche popolari) e alle fondazioni, al fine di migliorare l'efficacia dell'intermediazione finanziaria.
Punto 5 è la valutazione entro la fine del 2014 degli effetti delle riforme del mercato del lavoro e del quadro di contrattazione salariale sulla creazione di posti di lavoro, sulle procedure di licenziamento, sul dualismo del mercato del lavoro e sulla competitività di costo, valutando la necessità di ulteriori interventi. Occorre adoperarsi per una piena tutela sociale dei disoccupati, limitando tuttavia l'uso della cassa integrazione guadagni per facilitare la riallocazione dei lavoratori; rafforzare il legame tra le politiche del mercato del lavoro attive e passive, a partire dalla presentazione di una tabella di marcia dettagliata degli interventi entro settembre 2014, e potenziare il coordinamento e l'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego in tutto il paese. Si chiede poi di intervenire concretamente per aumentare il tasso di occupazione femminile, adottando entro marzo 2015 misure che riducano i disincentivi fiscali al lavoro delle persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare e fornendo adeguati servizi di assistenza e custodia.
Il punto 6 è la valutazione degli istituti scolastici per migliorare i risultati della scuola e, di conseguenza, ridurre i tassi di abbandono scolastico, per accrescere l'apprendimento basato sul lavoro negli istituti per l'istruzione e la formazione professionale del ciclo secondario superiore e rafforzare l'istruzione terziaria professionalizzante. Si chiede inoltre di istituire un registro nazionale delle qualifiche per garantire un ampio riconoscimento delle competenze; assicurare che i finanziamenti pubblici premino in modo più congruo la qualità dell'istruzione superiore e della ricerca.
Il punto 7 attiene alla approvazione della normativa in itinere volta a semplificare il contesto normativo a vantaggio delle imprese e dei cittadini e colmare le lacune attuative delle leggi in vigore.
Ultimo punto attiene alla pronta e piena operatività dell'Autorità di regolazione dei trasporti entro settembre 2014.
Le raccomandazioni specifiche per paese saranno discusse a giugno dai leader e dai ministri dell'UE, per poi essere formalmente adottate l'8 luglio dal Consiglio dei ministri delle Finanze dell'Unione. A quel punto spetterà agli Stati membri metterle in atto integrandole nell'elaborazione dei bilanci nazionali e delle altre politiche pertinenti per il 2015. Le raccomandazioni formulate nell'ambito del patto di stabilità e crescita saranno discusse e adottate in occasione del Consiglio dei ministri delle Finanze dell'UE del 20 giugno.

 

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