La Strategia Europa 2020 nel programma del semestre di presidenza italiano dell'Unione europea.

Scritto da Luciana Marino on . Postato in Articoli

Con il discorso pronunciato innanzi al Parlamento europeo, ha preso avvio lo scorso 2 luglio il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. Il premier ha seguito una traccia scritta, ma in sostanza ha parlato a braccio, affidando la descrizione dettagliata del programma sul quale l'Italia si impegnerà a un documento distribuito a tutti gli eurodeputati.

E ha centrato la sua orazione su due punti fondamentali: la necessità di sostenere la crescita economica e l'importanza di ritrovare un'identità culturale comune, lanciando il nuovo slogan della "generazione Telemaco". Come è noto, la Presidenza del Consiglio dell'Unione europea è esercitata infatti a turno dal governo dei vari stati membri dell'Unione Europea per una durata di sei mesi. Il Paese che detiene la presidenza guida le diverse formazioni settoriali in cui si riunisce il Consiglio dell'Unione europea, che comprende i ministri dei 28 governi degli stati dell'Unione competenti in base agli argomenti in discussione. Il programma italiano che è stato depositato, sul punto della strategia Europa 2020, esordisce ribadendo che la Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva rappresenta la chiave per la ripresa economica dell’UE e l’ulteriore sviluppo della sua competitività e ricorda che a quattro anni di distanza dal lancio della Strategia, l’Unione europea sta procedendo ad una revisione, partendo da un’ampia consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea. Il documento constata come la crisi stia avendo un fortissimo impatto sull’occupazione e sulla povertà, aumentando il divario tra gli Stati membri. In tale ottica, la Presidenza italiana è intenzionata a promuovere un dibattito aperto al fine di rendere la Strategia Europa 2020 più valida ed efficace. Alla luce della natura globale della Strategia Europa 2020, la Presidenza italiana assicurerà che la revisione di medio termine sia valutata in tutte le formazioni del Consiglio competenti, ciascuna per gli aspetti di sua responsabilità. Si riconosce che, nel complesso, la strategia Europa 2020 resta valida, e la si sostiene sottolineando come la revisione di medio termine della Strategia Europa 2020 rappresenti un’occasione per disegnare un’Europa migliore. Nei prossimi mesi verranno pertanto discusse diverse questioni strategiche, che definiranno l’assetto europeo nel medio-lungo termine (vale a dire l’UEM, il pacchetto clima energia 2030, il rinascimento industriale, il TTIP, le risorse proprie). Queste vengono indicate come le tessere di un "puzzle" da combinare in un disegno coerente. Le discussioni in seno al Consiglio e la consultazione pubblica apriranno la strada verso il completamento della revisione della Strategia Europa 2020 nel 2015. Inoltre, la Presidenza sosterrà le strategie per il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, in particolare promuovendo investimenti nel capitale umano, la R&S e l’innovazione, nonché creando condizioni favorevoli per il finanziamento a lungo termine dell’economia reale in settori chiave quali piccole e medie imprese (PMI) e infrastrutture, con un maggiore coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti (BEI), in collaborazione con le banche nazionali di promozione degli investimenti. Saranno tenuti in debita considerazione i potenziali effetti benefici di una maggiore competitività per la crescita e le possibili interazioni con i progressi nei negoziati del TTIP.

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