Il programma di lavoro della Commissione Juncker

Scritto da Francesco Peca on . Postato in Articoli

Il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 è stato elaborato dalla nuova Commissione europea, sulla base delle 10 priorità degli orientamenti politici espressi dal presidente Juncker al Parlamento europeo il 15 luglio 2014, giorno della sua elezione alla Presidenza della Commissione. Esso rispecchia la maggiore caratterizzazione politica della nuova compagine della Commissione rispetto al passato, essendo presieduta da una figura di prim’ordine politico e avendo espresso un ruolo preponderante il Parlamento europeo nel stabilire un rapporto di fiducia politica con la nuova Commissione europea.     La fase di elaborazione del Programma di lavoro della Commissione è stata, per la prima volta, svolta in consultazione con i deputati del Parlamento europeo, gli Stati membri in seno al Consiglio e altri partner istituzionali e sociali, al fine di raccogliere i loro contributi. Ciò anche nell’ottica di assicurarsi il consenso dei colegislatori, nella convinzione che  le singole proposte possano essere utilmente, accettate e attuate correttamente in concreto, se vengono anche pienamente condivise. In questo senso, nella fase preparatoria, sono stati esaminate esaminato le circa 450 proposte che attualmente attendono una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio e per 80 di esse propone il ritiro o la modifica (allegato 2).     Una volta approvato e presentato, il Programma di lavoro non sarà oggetto esame e approvazione formale da parte dei colegislatori Consigli UE e Parlamento europeo, ma sarà oggetto di discussione in tutte le sedi istituzionali. Peraltro, nell’ambito delle Conclusioni approvate della COSAC di Roma il 2 dicembre 2014 scorso, è stato stabilito che i parlamenti nazionali procedano, entro il 31 gennaio 2015, all’esame del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015, per l’individuazione delle proposte legislative da ritenere prioritarie ai fini di un applicazione più incisiva delle procedure sullo scrutinio di sussidiarietà. Il Parlamento italiano ne fa oggetto di esame ogni anno e quest’anno il Senato italiano, oltre a rispettare la scadenza stabilita dalla COSAC,  farà anche un raccordo con la Conferenza dei Presidenti delle assemblee regionali, in attuazione della risoluzione della Commissione politiche dell’UE, approvata il 24 settembre 2014. Contenuti Il Programma della Commissione Juncker si caratterizza piuttosto per la sua valenza politica, anziché per la sua portata contenutistica innovativa. Esso si incentra sostanzialmente sul rilancio della crescita e dell’occupazione, attraverso iniziative qualificanti nei settori degli investimenti, della comunicazione digitale, dell’energia, dell’industria. Al contempo, esso porta avanti iniziative nell’ambito della governance economica, del TTIP con gli Stati Uniti, dei diritti fondamentali e della legittimità democratica, nonché delle migrazioni e della politica estera e di difesa dell’Unione. Particolari aspettative sono riposte nel cosiddetto Piano Juncker da 315 miliardi di investimenti nell’economia reale, per far ripartire la crescita economica e l’occupazione. Altri punti qualificanti sono il mercato unico digitale, l’unione energetica, la nuova politica sulle migrazioni e l’avanzamento nel contesto fiscale. Approccio generale del Programma consiste, inoltre, nell’alleggerimento del carico normativo vigente, per mantenere solo ciò che è strettamente funzionale alle citate priorità degli orientamenti politici. La Commissione europea esprime inoltre l’intenzione di voler ulteriormente rafforzare la collaborazione con gli Stati membri, i parlamenti nazionali, le regioni e le città, con particolare riguardo ai fondi strutturali e di investimento europei (SIE), all’ambiente, al mercato unico e ai diritti dei consumatori.     Oltre alla parte introduttiva e a quella in cui sono riprese e sviluppate le 10 priorità politiche, il Programma presenta anche quattro allegati, il primo dei quali raccoglie le 23 iniziative legislative che saranno proposte dalla Commissione europea nell’arco del 2015, volte a dare inizio all’attuazione delle dieci priorità stabilite per l’intero quinquennio. Esse non intendono esaurire le 10 priorità politiche, ma saranno seguite da altre proposte che saranno presentante negli anni seguenti.     Il secondo allegato riporta le proposte legislative che la Commissione europea ritiene di ritirare o modificare, previo parere del Parlamento europeo e del Consiglio, in quanto superate o in quanto non in linea con le 10 priorità politiche. Il terzo allegato contiene le azioni di valutazione o revisione legislativa, che la Commissione ha intenzione di intraprendere, nell’ottica della semplificazione della normativa settoriale delle diverse politiche dell’Unione (programma “REFIT”), attraverso misure di codificazione o rifusione, consolidamento, abrogazione, aggiornamento o riesame.     Infine, il quarto allegato reca un calendario sull’entrata in vigore, nel 2015, degli atti legislativi vigenti, al fine di assicurare una migliore informazione ai cittadini e alle imprese.     Segue una breve descrizione delle 10 priorità politiche annunciate il 15 luglio 2014 e riprese puntualmente nel Programma di lavoro, integrate dalle 23 proposte legislative contenute nell’allegato 1. 1. Occupazione, crescita e investimenti. La prima priorità politica espressa dalla Commissione Juncker, quella diretta a dare nuovo impulso all’occupazione, alla crescita e agli investimenti, costituisce senza dubbio l’orientamento principale per l’intero mandato quinquennale della Commissione e, peraltro, informa la gran parte delle altre priorità del Programma di lavoro. Ad essa è dedicato il “Piano di investimenti per l’Europa” (COM(2104) 903), che prevede lo stanziamento iniziale di 21 miliardi, composti da una garanzia di 16 miliardi proveniente dal bilancio dell’UE (in cui la garanzia è al 50% e attinge al Meccanismo per collegare l’Europa per 3,3 miliardi, a Orizzonte 2020 per 2,7 miliardi e alla riserva di bilancio per 2 miliardi), e da un impegno della BEI di 5 miliardi di euro. Applicando a tale somma iniziale il moltiplicatore di 1 a 15, che costituisce una stima prudente rispetto ai più elevati effetti moltiplicativi verificatisi nell’ambito dei programmi BEI e COSME, i 21 miliardi da assegnare a un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici, da istituire in seno alla BEI, dovrebbero mobilitare complessivamente 315 miliardi nell’arco di tre anni. Tale somma, peraltro, deriva unicamente dai citati 21 miliardi, e non tiene conto degli eventuali contributi delle banche di promozione nazionali e degli stessi Stati membri (sui quali ultimi non si applicherebbero i vincoli del Patto di stabilità e crescita).     In relazione a tale piano di investimenti, nell’Allegato I del Programma di lavoro si prevede un’iniziativa per il 2015 diretta all’istituzione del citato Fondo europeo per gli investimenti strategici, alla promozione della partecipazione delle banche di promozione nazionali e a migliorare l’accesso ai finanziamenti da parte delle PMI.     Inoltre, la Commissione preannuncia di voler incentivare ulteriormente il ricorso a strumenti finanziari innovativi, come i prestiti e le garanzie, anziché le sovvenzioni, al fine di aumentare l’impatto dei fondi SIE nella realizzazione degli obiettivi della strategia Europa 2020     Altre iniziative comprendono un pacchetto di misure per favorire l’occupazione giovanile e di lunga durata, e la prevista revisione intermedia della strategia Europa 2020. 2. Mercato unico digitale     Nella consapevolezza dell’importanza della digitalizzazione per l’occupazione, la crescita e il progresso, la Commissione sta preparando una strategia che individui le sfide principali per completare un mercato unico digitale sicuro, dinamico e degno di fiducia. La strategia si porrà sei obiettivi: instaurare un clima di fiducia, eliminare le restrizioni, garantire l’accesso e la connettività, costruire l’economia digitale, promuovere la società elettronica e investire in attività di ricerca e innovazione di prim’ordine nel campo delle tecnologie della comunicazione (TIC). Nell’ambito dell’Allegato I, si propone un pacchetto di misure per il “mercato unico digitale”, finalizzato a favorire l’accesso transfrontaliero ai servizi digitali, a creare un terreno omogeneo per le imprese e a stabilire le condizioni per lo sviluppo di una dinamica società digitale, tra cui la modernizzazione del diritto d’autore. 3. Unione dell’energia     La Commissione propone di adottare un quadro strategico per una “Unione dell’energia”, che definisca i principali interventi necessari per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, ridurre la dipendenza dalle importazioni provenienti dai Paesi terzi, integrare maggiormente i mercati nazionali dell’energia e incentivare la partecipazione dei consumatori, migliorare l’efficienza energetica, decarbonizzare il mix energetico e promuovere la ricerca e l’innovazione nel settore dell’energia.     Inoltre è prevista una revisione del sistema di emissioni ETS per il periodo successivo al 2020 e l’elaborazione di una comunicazione in vista della conferenza sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi alla fine del 2015, con la presentazione delle prime proposte legislative per l’attuazione del pacchetto 2030 su clima e energia. 4. Rafforzamento del mercato interno e della base industriale     Il mercato interno è considerato uno dei principali punti di forza dell’economia europea ed è anche alla base della forza e della capacità produttiva dell’industria europea, che – secondo la Commissione europea – occorre ulteriormente potenziare. Pertanto, una parte importante dell’attività della Commissione consisterà nel rilanciare gli investimenti in infrastrutture, PMI e imprese a media capitalizzazione, nel migliorare il quadro normativo e nell’aiutare le imprese a innovare, ad esempio con il sostegno del programma Orizzonte 2020.     Tra le iniziative concrete per il 2015 figura una proposta per una maggiore integrazione e standardizzazione nei principali settori industriali e di servizi, dove il potenziale economico è maggiore, come per esempio i servizi alle imprese, le costruzioni, il commercio al dettaglio, le professioni regolamentate, la manifattura avanzata e la fornitura combinata di servizi e beni. Particolare attenzione sarà riservata, in tale contesto, alle PMI.     A sostegno dell’occupazione, soprattutto dei giovani e dei disoccupati di lunga durata, la Commissione propone per il 2015 un pacchetto di misure per il mercato del lavoro, dirette a sostenere la mobilità e la tutela dei lavoratori, mediante: un miglior coordinamento dei sistemi previdenziali nazionali, la revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori e un rafforzamento di EURES, il portale europeo sui servizi per l’impiego.     Riguardo al mercato dei capitali, è prevista la presentazione, nel 2015, di un piano d’azione per migliorare il finanziamento dell’economia attraverso strumenti di mercato più efficienti e un quadro per una cartolarizzazione di qualità in Europa, migliorando l’accesso a informazioni standardizzate in materia di credito alle PMI.     Altre iniziative per il 2015 riguardano la proposta di creare un quadro per la risoluzione delle crisi degli enti non bancari di rilevanza sistemica e un pacchetto legislativo per migliorare la competitività del settore europeo dell’aviazione. 5. Unione economica e monetaria più profonda e più equa     La Commissione presenterà nel 2015 un pacchetto di iniziative per la revisione del quadro normativo sulla governance economica costituito ai cosiddetti six-pack e two-pack, nell’ottica di una “sovranità condivisa”.     Presenterà inoltre un piano d’azione diretto alla lotta all’evasione fiscale, all’instaurazione di un sistema di imposizione societaria basato sul Paese in cui sono generati gli utili (anche nell’ambito dell’economia digitale), e al rilancio della prospettiva di stabilire una base imponibile societaria comune.     La terza iniziativa per il 2015 riguarda una proposta legislativa per lo scambio automatico di informazioni tra le Amministrazioni fiscali sui cosiddetti rulings fiscali, ovvero sugli esiti degli interpelli con rilevanza transnazionale presentati da singoli contribuenti.     Infine, la Commissione si adopererà per promuovere l’adozione di una tassa sulle transazioni finanziarie e di norme rafforzate contro il riciclaggio del denaro. 6. Accordo realistico e equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti Riguardo all’accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) con gli Stati Uniti, la Commissione europea ha già preso misure per migliorare la trasparenza dei relativi negoziati (cfr. C(2014) 9052) e continua ad adoperarsi perché si arrivi ad un accordo equilibrato e ragionevole, che tuteli al tempo stesso la diversità culturale dell’Europa e i suoi standard sanitari, sociali, ambientali e sulla protezione dei dati. Per il 2015 propone, pertanto, un’iniziativa non legislativa per un riesame globale della strategia commerciale dell’UE, in particolare del suo contributo all’occupazione, alla crescita e agli investimenti, che riguarderà tutti gli aspetti della politica commerciale, compresi i negoziati bilaterali, plurilaterali e multilaterali e le misure autonome. 7. Spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia La Commissione europea afferma nel Programma di voler portare avanti il processo di adesione dell’UE alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), secondo gli orientamenti che la Corte di giustizia avrebbe dovuto fornire. Successivamente alla presentazione del Programma, che è del 16 dicembre 2014, la Corte di giustizia ha effettivamente emanato il suo parere, che è di tenore negativo. In particolare, nel suo parere n. 2/13, del 18 dicembre 2014, la Corte identifica sei principali profili di incompatibilità del Progetto con il diritto primario dell’Unione riguardanti e concluso che il progetto di accordo sull’adesione dell’Unione europea alla CEDU non è compatibile con le disposizioni del diritto dell’Unione. Pertanto, la Commissione dovrà ora, insieme al Consiglio UE, attivarsi per riaprire i negoziati con il Consiglio d’Europa, al fine di adottare un nuovo accordo di adesione in linea con il parere della Corte di giustizia. Conseguentemente, le proposte legislative, indicate nell’Allegato I per il 2015, dirette a consentire la firma, la conclusione e l’attuazione dell’accordo di adesione alla CEDU, dovranno attendere la conclusione di un nuovo accordo di adesione, che sia compatibile con il parere della Corte di giustizia. In ogni caso, la Commissione europea afferma di voler continuare a migliorare la lotta alla criminalità transfrontaliera e al terrorismo e la cooperazione giudiziaria, a vantaggio dei cittadini di tutta l’UE, e a tutelare il bilancio dell’UE contro le frodi, adoperandosi perché sia istituita una Procura europea indipendente.     In particolare è prevista la presentazione, nel 2015, di un’agenda europea in materia di sicurezza per il periodo 2015-2020, concernente le azioni già in corso e le nuove azioni che saranno individuate in funzione delle minacce emergenti, in tema di criminalità transfrontaliera, cibercriminalità, terrorismo, combattenti stranieri e radicalizzazione.     Infine, per quanto riguarda la parità fra uomini e donne, qualora nell’arco di sei mesi i negoziati sulla proposta del 2008 relativa congedo di maternità non si sbloccheranno, la Commissione ha preannunciato l’intenzione di ritirarla (cfr. Allegato II). 8. Verso una nuova politica della migrazione Per far fronte all’accentuarsi delle pressioni migratorie alle frontiere dell’Unione, la Commissione europea ha in programma di presentare nel 2015 un’agenda europea sulla migrazione, il cui duplice obiettivo è quello di definire un nuovo approccio alla migrazione legale per rendere l’UE una mèta attraente per talenti e competenze, e di migliorare la gestione della migrazione intensificando la collaborazione con i Paesi terzi, promuovendo la condivisione solidale degli oneri e lottando contro la migrazione irregolare e il traffico di esseri umani. L’agenda comprende anche il riesame della direttiva sulla Carta blu, il permesso di lavoro a livello di UE per i lavoratori altamente qualificati. 9. Ruolo più incisivo a livello mondiale    Nell’ambito di questa priorità politica, menzionando le sfide geopolitiche presenti alle frontiere orientali e meridionali dell’Unione, la Commissione europea afferma chiaramente la necessità che l’Unione si doti di una vera politica estera comune, capace di anticipare gli eventi, definire rapidamente risposte comuni alle sfide comuni e intraprendere azioni comuni per cogliere le opportunità che non possono essere sfruttate appieno agendo singolarmente.    Inoltre, la Commissione afferma di volersi adoperare in via prioritaria per la stabilità lungo i confini dell’Europa, aiutando i Paesi vicini ad attuare riforme democratiche ed economiche, far rispettare lo Stato di diritto, rafforzare la governance economica e la competitività, sviluppare le capacità istituzionali, dotarsi di una pubblica amministrazione efficiente e a crescere nello sviluppo. Stabilisce, poi, in modo altrettanto chiaro che, sebbene i negoziati di allargamento in corso proseguiranno, non vi saranno altri allargamenti nei prossimi cinque anni. Per il 2015 preannuncia la presentazione di una comunicazione congiunta con l’Alta rappresentante, sulla politica europea di vicinato (PEV), in cui saranno esposti i risultati del suo riesame e saranno definiti i nuovi orientamenti strategici, dopo la consultazione che sarà avviata contestualmente alla presentazione del pacchetto annuale sulla PEV. Per quanto riguarda il tema dello sviluppo sostenibile, nel 2015 la Commissione presenterà una comunicazione sugli obiettivi post-2015, per definire la posizione comune dell’UE sul partenariato globale per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 10. Cambiamento democratico    La Commissione europea ritiene doveroso rafforzare la trasparenza del processo decisionale interno all’Unione. In tal senso ha preannunciato di voler presentare, nel 2015, una proposta di accordo interistituzionale per l’obbligatorietà di un registro per la trasparenza obbligatorio, per tutti i rappresentanti di interessi (lobby), in modo da garantire che tutte le istituzioni europee indichino chiaramente chi influenza il processo decisionale europeo.    La Commissione presenterà inoltre, sempre nel 2015, un nuovo accordo interistituzionale su “Legiferare meglio”, per potenziare gli strumenti quali le valutazioni, le valutazioni d’impatto e le consultazioni pubbliche, e per individuare un’ulteriore serie di nuove azioni nell’ambito del suo programma sull’adeguatezza della regolamentazione.     Infine, la Commissione riesaminerà il processo decisionale per l’autorizzazione degli organismi geneticamente modificati (OGM), al fine di tenere maggiormente conto dei casi in cui una netta maggioranza di Stati membri si oppone alla proposta di autorizzazione.

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