DEF 2015 e prospettive di riforma del sistema fiscale

Scritto da Luciana Marino on . Postato in Articoli

Lo scorso 11 aprile 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF 2015. Come è noto, il DEF costituisce il principale documento di programmazione della politica economica e di bilancio. Il provvedimento traccia, in una prospettiva di medio-lungo termine, gli impegni sul piano del consolidamento delle finanze pubbliche e gli indirizzi sul versante delle diverse politiche pubbliche adottati dall’Italia per il rispetto del Patto di stabilità e crescita europeo e il conseguimento degli obiettivi di crescita definiti nella Strategia "Europa 2020".

La prima sezione espone lo schema del Programma di stabilità, che dovrà contenere tutti gli elementi e le informazioni richiesti dai regolamenti dell'Unione europea. Nella seconda sezione è indicata l’evoluzione della finanza delle amministrazioni pubbliche. La terza sezione reca, infine, lo schema del Programma nazionale di riforma, che definisce gli interventi da adottare per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità delineati dalla nuova Strategia "Europa 2020".

Entro il prossimo 30 aprile due delle sezioni di cui si compone il Def, il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma (PNR), saranno inviate al Consiglio dell’Unione europea e alla Commissione europea.

Nell’insieme il Def prefigura disegna un netto cambiamento della situazione economica e finanziaria del Paese con il prodotto interno lordo che nel 2015 diventa positivo (+0,7%) dopo tre anni di recessione e imposta una politica economica a supporto di una crescita più sostenuta nel triennio successivo.

Nell'ambito della terza sezione del DEF (il PNR) (assume rilevo il paragrafo I.3, incentrato sulla delega fiscale. Con il completamento del percorso di attuazione della delega fiscale il Governo si impegna infatti a intervenire per la definizione di un sistema più equo, trasparente, semplificato e orientato alla crescita. Per accelerare questo percorso, è indispensabile introdurre un quadro normativo caratterizzato da certezza e stabilità (condizioni indispensabili per attrarre gli investimenti esteri e quindi per sostenere la crescita) e ridurre e semplificare gli adempimenti tributari.

Come è noto, nel riaffermare l’importanza e la priorità dell’attuazione della delega fiscale per il Paese e con lo spirito di consentire al Parlamento un esame organico e strutturato dei restanti decreti delegati, è stata autorizzata una proroga di sei mesi dei termini per completare il processo di attuazione.

A tale proposito il DEF rammenta che allineando i valori catastali ai valori economici reali, il nuovo Catasto permetterà di correggere i problemi di equità orizzontale e verticale determinato dal sistema vigente in materia di imposizione sugli immobili. Il nuovo processo estimativo abbandonerà il sistema che classifica gli immobili su categorie e classi e si baserà solo su due classificazioni di fabbricati, «ordinari» e «speciali».

Per quanto concerne le azioni dell’Agenda digitale Italiana ed europea e l’esigenza di dematerializzare e reingegnerizzare i flussi e i processi amministrativi e contabili delle aziende, il DEF riferisce che sarà incentivata la progressiva adozione, a partire dal 1° gennaio 2017, della fatturazione elettronica e dei metodi di tracciabilità dei pagamenti nei rapporti tra privati. Saranno ridotti gli adempimenti amministrativi e i costi che gravano sui soggetti passivi IVA e sarà previsto l’obbligo d’invio telematico, da parte dei soggetti residenti, dei dati delle fatture di vendita e di acquisto emesse dai soggetti non residenti. Sarà lasciata al contribuente la scelta di optare per la completa digitalizzazione dei flussi, mediante l’invio delle stesse fatture elettroniche, superando completamente il relativo adempimento comunicativo. A regime, la fatturazione elettronica consentirà alle imprese risparmi nella gestione della contabilità e nella trasmissione dei dati, mentre l’Amministrazione potrà utilizzare più efficacemente le informazioni, anche ai fini del controllo fiscale.

Il Governo è impegnato nel promuovere un fisco che non ostacoli l’internazionalizzazione delle nostre imprese e che incentivi l’attrazione di investimenti esteri. Pertanto, viene enunciato l'obiettivo di ridurre i vincoli alle operazioni transfrontaliere e creare un quadro normativo certo, stabile e trasparente per gli investitori riducendo gli adempimenti per le imprese e i relativi costi amministrativi, adeguando la normativa interna alle recenti pronunce giurisprudenziali della Corte di Giustizia ed eliminando alcune distorsioni del sistema vigente.

La revisione delle agevolazioni fiscali (tax expenditures) rappresenta un’occasione fondamentale per migliorare la razionalità, la trasparenza e la semplicità del sistema fiscale. In attuazione della delega fiscale sarà emanato un provvedimento diretto ad introdurre stabilmente nel processo di decisione di bilancio la razionalizzazione delle agevolazioni fiscali.

Per ridurre le aree grigie che rendono possibili fenomeni di evasione fiscale e per attrarre gli investimenti esteri continuerà l’azione già intrapresa per la semplificazione del sistema tributario e degli adempimenti dei contribuenti. Per assicurare un quadro normativo il più chiaro e certo possibile, sarà ridefinito l’istituto dell’abuso del diritto, unificandolo a quello dell’elusione fiscale. A questi istituiti verrà conferita valenza generale e saranno estesi sia alle imposte sui redditi sia ai tributi indiretti. L’abuso del diritto sarà disciplinato con l’obiettivo prioritario di tutelare i diritti del contribuente e non di difendere le pretese di accertamento dell’amministrazione finanziaria.

Il rapporto con i contribuenti potrà essere migliorato anche sviluppando le linee guida della cooperative compliance proposta dall’OCSE e prevedendo sistemi di gestione e controllo interno dei rischi fiscali da parte dei grandi contribuenti in particolare mediante la riduzione dell'impatto dell’attività di accertamento sullo svolgimento delle attività economiche e la previsione, per i soggetti di maggiori dimensioni, di procedure aziendali strutturate che consentiranno una mappatura delle fattispecie che generano rischi fiscali per agevolarne la gestione e il controllo.

La delega per la riforma del fisco consentirà inoltre la revisione del sistema sanzionatorio penale e amministrativo nel campo tributario e il raddoppio dei termini per gli accertamenti. La revisione del sistema sanzionatorio ridefinirà il rapporto tra gravità dei comportamenti e sanzioni comminate, secondo un criterio più stretto di proporzionalità, nello spirito originario che aveva ispirato il decreto di riforma dei reati tributari. Il raddoppio dei termini di accertamento si verificherà solo in presenza dell’invio della segnalazione all’Autorità giudiziaria entro il termine di decadenza dell’accertamento.

 

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