IL CONSIGLIO EUROPEO DI DICEMBRE: UNA NUOVA TAPPA DELL'INTEGRAZIONE ECONOMICA

Scritto da Valeria Marrocco on . Postato in Blog

La mission di OSECO è il monitoraggio delle politiche europee per la crescita e l'occupazione.

Questa vocazione parte dalla constatazione del fatto che nella zona euro il coordinamento delle politiche economiche deve infatti essere ulteriormente rafforzato per assicurare sia la convergenza all'interno dell'UEM sia livelli più elevati di crescita sostenibile. Un coordinamento più stretto delle politiche economiche contribuirà ad individuare sin dall'inizio le vulnerabilità economiche, permettendone la tempestiva correzione.

La strategia Europa 2020 e il semestre europeo costituiscono infatti, secondo il nostro osservatorio, un processo integrato di coordinamento delle politiche inteso a promuovere la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in Europa.

L'ultimo Consiglio europeo di dicembre ha elaborato su queste questioni alcune posizioni di estrema rilevanza. In primis, ha accolto con favore l'analisi annuale della crescita 2014 e la relazione sul meccanismo di allerta presentate dalla Commissione riconoscendo altresì che, sebbene la ripresa economica sia ancora modesta, non uniforme e fragile, le prospettive economiche stanno diventando gradualmente più positive. Il risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, il riequilibrio interno e il risanamento dei bilanci delle banche registrano tutti ulteriori progressi, per cui gli Stati membri e l'Unione europea continueranno ad agire in modo determinato per promuovere la crescita sostenibile, l'occupazione e la competitività in conformità alle cinque priorità indicate nell'analisi annuale della crescita.

L'annual growth survey individua settori in cui si pongono sfide importanti ed è necessario compiere ulteriori progressi e pertanto il Consiglio ha evidenziato l'opportunità di prestare un'attenzione specifica al rafforzamento del funzionamento e della flessibilità del mercato unico di prodotti e servizi, al miglioramento del clima imprenditoriale e all'ulteriore risanamento dei bilanci delle banche al fine di affrontare la frammentazione finanziaria e di ripristinare la normale erogazione di prestiti all'economia.

Sulla scorta di queste premesse, il Consiglio ha esortato a porre in essere politiche rivolte a rafforzare gli incentivi, fiscali e di altro tipo, alla creazione di posti di lavoro ad allungare la vita lavorativa ed aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, ad assicurare che il costo del lavoro evolva in funzione di incrementi della produttività affrontando il divario tra domanda e offerta di competenze.

Altro capitolo è quello della attuazione del patto per la crescita e l'occupazione approvato nel giugno 2012; a questo proposito, il Consiglio europeo ha espresso soddisfazione per l'adozione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 e dei programmi finanziari connessi a sostegno della realizzazione della strategia Europa 2020.

Il Consiglio europeo chiede altresì di intraprendere ulteriori azioni per ridurre l'onere normativo attraverso l'attuazione e l'ulteriore sviluppo del programma REFIT e attende con

interesse l'approvazione di ulteriori iniziative in tal senso ripromettendosi di tornare sulla questione nella riunione di giugno nel quadro del semestre europeo.

Ricordando le conclusioni del maggio 2013, il Consiglio europeo auspica ulteriori progressi a livello mondiale e dell'UE per quanto riguarda la lotta contro la frode fiscale e l'evasione fiscale, la pianificazione fiscale aggressiva, l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili e il riciclaggio di denaro. Il Consiglio europeo si compiace del lavoro svolto nell'ambito dell'OCSE e di altri consessi internazionali per rispondere alla sfida della tassazione e garantire l'equità e l'efficacia dei sistemi fiscali, in particolare lo sviluppo di una norma globale per lo scambio automatico delle informazioni, in modo da assicurare condizioni di parità. Basandosi sull'impulso verso una maggiore trasparenza nelle questioni fiscali, il Consiglio europeo chiede al Consiglio di raggiungere un accordo politico all'unanimità sulla direttiva relativa alla cooperazione amministrativa all'inizio del 2014. Prendendo atto della relazione del Consiglio al Consiglio europeo sulle questioni fiscali, Il Consiglio ha sottolineato l'importanza dell'istituzione, da parte della Commissione, del gruppo di esperti ad alto livello sulla tassazione dell'economia digitale ed ha invitato la Commissione a proporre soluzioni efficaci compatibili con il funzionamento del mercato interno, tenendo conto dei lavori dell'OCSE, nonché a riferire al Consiglio quanto prima. Per quanto concerne l'Unione bancaria, il Consiglio europeo ha accolto con favore l'accordo finale raggiunto dai legislatori in merito alla direttiva sul sistema di garanzia dei depositi e alla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle crisi nel settore bancario.

Per quanto concerne l'UEM sono proseguiti i lavori sui quattro elementi costitutivi per rafforzare l'architettura dell'Unione economica e monetaria (UEM). Dalla presentazione, nel dicembre scorso, della relazione "Verso un'autentica Unione economica e monetaria" il Consiglio europeo ha incentrato le discussioni sull'unione bancaria ed economica. Tale processo si basa sul quadro istituzionale dell'UE, nel pieno rispetto dell'integrità del mercato unico, assicurando nel contempo condizioni di parità tra gli Stati membri dell'UE. Sarà aperto e trasparente nei confronti degli Stati membri che non usano la moneta unica.

Un capitolo di grande rilevanza è quello relativo ai partenariati per la crescita, l'occupazione e la competitività. Questo capitolo parte dalla constatazione del fatto che negli ultimi anni la governance economica ha registrato progressi significativi.

Su questa base il Consiglio intende aumentare il livello d'impegno, titolarità e attuazione delle politiche e delle riforme economiche negli Stati membri della zona euro, con il sostegno di una legittimità e una responsabilità democratiche solide al livello in cui sono prese e attuate le decisioni.

In questo contesto, il Consiglio ritiene essenziale facilitare e sostenere le riforme degli Stati membri in settori che sono fondamentali per la crescita, la competitività e l'occupazione e che sono cruciali per il corretto funzionamento dell'UEM nel suo complesso. Partenariati basati su un sistema di accordi contrattuali reciprocamente concertati e meccanismi di solidarietà correlati contribuirebbero a facilitare e sostenere politiche costruttive prima che i paesi siano confrontati a difficoltà economiche gravi.

Particolarmente rilevante la previsione della incorporazione del sistema nel semestre europeo, aperto agli Stati membri che non appartengono alla zona euro e pienamente compatibile con il mercato unico sotto tutti gli aspetti e si applicherebbe a tutti gli Stati membri della zona euro, ad eccezione di quelli soggetti a programmi di aggiustamento macroeconomico.

Gli accordi contrattuali reciprocamente concertati riguarderebbero un'ampia gamma di politiche e misure a favore della crescita e dell'occupazione, compresi i risultati conseguiti dai mercati del lavoro e dei prodotti, l'efficienza del settore pubblico, nonché la ricerca e l'innovazione, l'istruzione e la formazione professionale, l'occupazione e l'inclusione sociale

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