IL CONSIGLIO EUROPEO DI MAGGIO

Scritto da Luciana Marino on . Postato in Blog

Il Consiglio europeo del 22 maggio 2013 affronta le politiche energetiche e la fiscalità, mentre al Consiglio di ottobre 2013 saranno esaminate il completamento del mercato unico digitale, le misure idonee a realizzare il mercato unico delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, lo spazio europeo della ricerca e lo stato dell'innovazione.

Infine, nel Consiglio europeo di dicembre si discuterà delle modalità di sviluppo di una base industriale e tecnologica di difesa europea più integrata.

Quello del 22 maggio è dunque un vertice tematico dedicato a due materie cruciali: la lotta all'evasione fiscale e alla frode internazionali e una più forte politica energetica europea.

Il Consiglio, come riferito dal Presidente del Consiglio Letta, tornerà sui temi dell'energia, due anni dopo la riunione del febbraio 2011, per valutare i progressi nella costruzione di una politica energetica europea e affrontare in particolare quattro punti: il completamento del mercato interno dell'energia dal punto di vista sia della regolazione sia delle infrastrutture fisiche dell'interconnessione di rete, comprese le reti intelligenti; la promozione di investimenti, anche nell'ambito della definizione di un quadro di riferimento per le politiche in materia di cambiamento climatico ed energia dopo il 2020; la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e lo sfruttamento delle fonti di energia prodotte in Europa; infine, l'efficienza energetica.

La priorità assoluta in campo energetico del Governo italiano resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il filo rosso che lega tutti gli altri temi è il contenimento dei prezzi dell'energia, oltre che naturalmente il contributo della politica energetica alla competitività dell'intera economia, italiana ed europea. È un'evoluzione niente affatto scontata: nell'agenda energetica europea, infatti, ora trovano finalmente piena legittimità espressioni come competitività, costi per le famiglie e per le imprese ed attenzione ai soggetti vulnerabili. Si tratta di uno sviluppo importante per il nostro Paese, dato che ancora oggi abbiamo un costo dell'energia più alto di quello di tutti gli altri partner europei e dei nostri competitor internazionali.

Il Consiglio europeo discuterà poi - secondo grande tema - di lotta alla frode e all'evasione fiscale internazionale. In questa difficile stagione in cui tutti gli Stati membri chiedono sacrifici pesanti ai propri cittadini per il risanamento delle finanze pubbliche, la lotta all'evasione e alla frode fiscale è anzitutto imperativo morale, dovere ineludibile, senza dimenticare che si tratta di un elemento essenziale per assicurare l'equità e la fiducia nell'efficienza del sistema fiscale. L'aspetto centrale della discussione riguarda l'affermazione del principio dello scambio automatico di informazioni fiscali come standard di trasparenza nelle relazioni tra Stati membri all'interno dell'Unione e tra l'Unione e i Paesi terzi. Si tratta di estendere in questo campo la collaborazione tra autorità fiscali, includendo tutte le tipologie di redditi attraverso una revisione della direttiva del 2011 sulla cooperazione amministrativa.

Secondo la bozza di Conclusioni presentata dal Presidente del Consiglio europeo, in stretta cooperazione con la Presidenza irlandese di turno, la politica energetica dell'UE deve garantire la fornitura continua di energia per le famiglie e le imprese con tre priorità: il completamento del mercato interno dell'energia e alle interconnessioni, l'incentivazione degli investimenti in un'infrastruttura energetica moderna, la riduzione degli elevati prezzi energetici.

Per quanto concerne il mercato interno dell'energia entro il 2014 e lo sviluppo delle

interconnessioni entro il 2015, il consiglio europeo ha intenzione di attribuire una particolare priorità all'attuazione del terzo "pacchetto energia" nonché all'accelerazione dell'adozione e applicazione dei rimanenti codici di rete. In particolare, il terzo pacchetto energia, annunciato nella comunicazione della Commissione "Una politica energetica per l'Europa" (COM(2007) 1 def.), si compone di due direttive e tre regolamenti (la direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva 2003/54/CE; la direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 2003/55/CE; il regolamento (CE) 713/09 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia; il regolamento (CE) n. 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009,relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica e che abroga il regolamento (CE) n. 1228/2003; il regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale e che abroga il regolamento (CE) n. 1775/2005.

Sullo sfondo, si staglia l'uscita del paese dalla procedura di deficit eccessivo: l'essere tra i Paesi virtuosi permetterà all'Italia di avvantaggiarsi della nuova interpretazione delle regole del Patto di stabilità e di crescita, che concede margini di azione maggiori per alimentare gli investimenti pubblici produttivi e sul capitale umano quando sono collegati a riforme strutturali o a misure che aumentano la crescita potenziale. Un esempio attualissimo di questa flessibilità è l'operazione di pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione che consentirà di introdurre liquidità nell'economia e, dunque, di dar fiato alle imprese, operazione che il Governo intende accelerare.

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