La Conferenza interparlamentare in applicazione dell’articolo 13 del Fiscal Compact

Scritto da Ilaria Agozzino on . Postato in Blog

Il 16 e 17 ottobre 2013 si è tenuta a Vilnius, sotto la presidenza lituana, la prima Conferenza interparlamentare in applicazione dell’articolo 13 del Fiscal Compact.

La necessità di tale Conferenza era stata annunciata già durante la Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell'Unione europea svoltasi a Nicosia tra il 21 e il 23 aprile 2013 dove, su invito del Presidente della Camera dei Rappresentanti della Repubblica di Cipro, i Presidenti delle 40 Camere dei 27 Stati membri dell'Unione europea, insieme al Presidente del Parlamento europeo e ai Presidenti della Croazia (Paese aderente) e di tre Paesi candidati Islanda, Montenegro e Macedonia, hanno discusso, tra le altre cose, sul ruolo che i Parlamenti assumono ai sensi dell'articolo 13 del Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria.

L’articolo 13 infatti, riconoscendo la necessità e l’importanza del ruolo dei Parlamenti nel contesto della governance europea, afferma che “come previsto al Titolo II del Protocollo n. 1 sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell’Unione europea allegato ai Trattati dell’Unione europea, il Parlamento Europeo e i Parlamenti nazionali delle parti contraenti definiranno insieme l’organizzazione e la promozione di una conferenza dei rappresentanti delle pertinenti commissioni del Parlamento europeo e dei rappresentanti delle pertinenti commissioni dei Parlamenti nazionali ai fini della discussione delle politiche di bilancio e di altre questioni rientranti nell’ambito di applicazione del presente Trattato”.

I Presidenti presenti alla Conferenza hanno così sostenuto, con riguardo all’applicazione dell’articolo 13 del Fiscal Compact, l’importanza di un maggiore coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nella definizione e nell'attuazione del quadro per le riforme di politica economica, di bilancio e delle politiche fiscali. Essi hanno affermato la necessità di intensificare la cooperazione tra il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali nel quadro della nuova governance economica dell'UEM, come previsto dallo stesso articolo 13 TSCG, consapevoli del fatto che “la creazione di una Conferenza interparlamentare sulla base di questo articolo potesse offrire ai Parlamenti nazionali la sfida unica di prendere in considerazione il loro ruolo di garanti della responsabilità democratica e della legittimità dell'UE, all’interno di un contesto di politica economica e di bilancio finanziario più integrato”.

L’ordine del giorno della Conferenza interparlamentare in applicazione dell’articolo 13 del Fiscal Compact tenutasi a Vilnius, ha previsto, oltre agli interventi del Primo ministro della Repubblica di Lituania Algirdas Butkevicius e del Commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Rehn, quattro diverse sessioni, nelle quali sono intervenuti esperti nelle materie. La Conferenza si è concentrata principalmente sul rafforzamento della legittimità democratica dell'UE; su una più stretta cooperazione tra i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo in materia di governance economica e finanziaria, in materia di integrazione della dimensione europea nella politica nazionale; sulla partecipazione dei Parlamenti nazionali nello sviluppo e nella implementazione del sistema mirando a riforme economiche, di bilancio e fiscali più decisive.

La Conferenza si è posta l’obiettivo di adottare il Regolamento interno e, nelle Conclusioni alla Conferenza, ha stabilito che essa servirà a garantire un maggior ruolo dei Parlamenti nazionali nelle materie oggetto del TSCG e contribuirà alla promozione di una cooperazione efficace e regolare tra i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo sui temi della governance economica e finanziaria, con particolare riguardo per le pratiche e le procedure del Semestre europeo. La Conferenza ha poi accolto con favore il Patto per la Crescita adottato dal Consiglio europeo nel giugno 2012, con il fine di creare un uso intelligente, sostenibile, inclusivo ed efficiente delle risorse, creare occupazione e sollecitare l’attuazione piena e rapida delle politiche, sottolineando che la discussione sulla crescita dovrebbe anche mirare ad aumentare l'occupazione e che la creazione di occupazione e la crescita economica dovrebbero essere collegate strutturalmente. Ha ribadito inoltre la necessità che l’UEM e il rafforzamento della governance economica dell'Unione vadano di pari passo con meccanismi che garantiscano la legittimità democratica e la responsabilità.

La Conferenza è del parere che i Parlamenti nazionali debbano esercitare un ruolo più importante nel ciclo del Semestre europeo, soprattutto in termini di valutazione dei Programmi di riforma dei rispettivi governi prima che questi siano presentati alla Commissione. I Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo vengono poi visti come garanti della responsabilità degli Stati membri nella lotta contro la frode e l'evasione fiscale. La Conferenza interparlamentare dunque fornisce ai Parlamenti nazionali l'opportunità di rafforzare il loro ruolo di garanti della democraticità e legittimità dell'UE, nel contesto di un quadro di una più integrata politica fiscale ed economica europea. L’auspicio finale, come sostiene il Prof. Andrea Manzella nel suo saggio “la cooperazione interparlamentare nel Trattato internazionale europeo”, deve essere quello di un rafforzamento della rete parlamentare euro-nazionale, a sostegno e legittimazione delle nuove politiche economiche e finanziarie dell’UE, la quale risulta, in queste condizioni, una buona e forse l’unica strada per costruire una accettabile dimensione democratica nell’UE.

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