Blog di Raffaela Neri

07b0053.jpgLaureata in Giurisprudenza all’Università “Sapienza” di Roma, con tesi in Diritto Industriale sulla tutela dei marchi di moda, ha frequentato un corso di specializzazione in Diritto e Gestione della Proprietà Intellettuale, della Concorrenza e delle Comunicazioni (LUISS) ed è attualmente iscritta ad un Post Graduate Diploma on Intellectual Property Right presso l’Università di Bangalore (India).Dopo una breve esperienza presso l’Ufficio Politico e l’Ufficio Stampa dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest, si è dedicata alla pratica legale penale specializzandosi nei reati di contraffazione. Dal 2011 collabora con la Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione- UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico. È tra i fondatori di O.S.E.C.O.

GLI ITALIANI VIVONO PIÙ A LUNGO GRAZIE AL LORO STILE DI VITA

Scritto da Raffaela Neri on . Postato in Made in Italy

La scorsa settimana Fergus Walsh, corrispondente medico della BBC, riprendendo uno studio di qualche anno fa, ha pubblicato un articolo nel quale spiegava i motivi per cui gli italiani vivono più degli inglesi (18 mesi, non aspettiamoci chissà quanto) attestandosi al secondo posto in Europa.

 

L’articolo è stato ampiamente commentato da lettori britannici, desiderosi di raccontare la loro esperienza italiana e di lodare il nostro stile di vita. Non è per il fumo (23% dei fumatori italiani contro il 20% degli inglesi, ma sembra che noi ci riprendiamo meglio), neppure per i guadagni (siamo sempre la pecora nera dell’Europa), bensì per il saper vivere.
Siamo più ottimisti e meno ipocondriaci. Recenti studi hanno dimostrato che il pessimismo aumenta il rischio di malattie cardio vascolatorie. Vedere il bicchiere mezzo pieno o da finire di riempire, ci consentirà di vivere più a lungo.
Merito della dieta mediterranea, equilibrata, ricca di verdure e frutta, ma soprattutto povera di grassi ( e proprio loro ed i francesi volevano insegnarci a dimagrire con una dieta iperproteica). Merito del nostro vino e del fatto che beviamo meno superalcolici rispetto al resto del mondo.
Butta lì, quasi per terminare una frase, un concetto di estrema rilevanza: il welfare state e la coesione sociale. L’Italia è sempre stato un Paese poco diviso, in cui la differenza tra chi ha e chi non ha è meno evidente che negli altri Paesi, dove chi ha, aiuta chi non ha. L’Italia è un paese in cui chi sta male può fruire di un sistema sanitario gratuito ( e generalmente efficiente). È il Paese della prevenzione, delle analisi del sangue ogni anno o ogni sei mesi solo per controllare che tutto sia nella norma. Tutto questo altrove, dove gli accertamenti di laboratorio (ogni tipo di analisi) hanno costi spaventosi e la prevenzione non viene rimborsata dalle assicurazioni sulla salute, è impensabile. Gli italiani hanno anche questo rispetto agli altri Paesi.
Walsh precisa che noi italiani non abbiamo dato minimante risalto a questa notizia, che nessun giornalista ha scritto articoli in merito, che non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati. Ritengo che abbia ragione per un aspetto: non è fortuna, quella è cieca e bendata, la nostra è una scelta di vita, a quanto pare molto più saggia di quelle che negli anni hanno fatto i Paesi che idealizziamo.

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